![]() |
ICT4LT Modulo 2.3
Utilizzo delle risorse World Wide Web in-linea e non in linea |
Contenuti
1. Che differenza cè tra "on-line" e "off-line"?
2. Uso off-line delle risorse di Rete
3. Uso on-line delle risorse di Rete
5. Verso un discorso alla pari nellinterazione in Rete
Questo modulo si sviluppa a partire dal Modulo 1.5 e intende dimostrare come le risorse in Rete possano essere efficacemente utilizzate nellinsegnamento e apprendimento linguistico. Questo modulo comprende informazioni sulluso on-line e off-line delle risorse in Rete, sui sistemi ibridi, lapprendimento collaborativo in rete e lapprendimento in tandem.
Autori del modulo
Ros Walker, CILT, UK.
Maarit Saarenkunnas, Dipartimento di Formazione allInsegnamento/Scienze della Formazione, (Department of Teacher Education), Università di Oulu, Finlandia (Sezione 5).
Leena Kuure, Dipartimento di Formazione allInsegnamento/Scienze della Formazione (Department of Teacher Education), Università di Oulu, Finlandia (Sezione 5).
Peppi Taalas, Centro per gli Studi di Linguistica Applicata, Università di Jyväskylä, Finlandia (Sezione 5).
1. Che differenza cè tra "on-line" e "off-line"?
On-line: Quando ci si connette a Internet attraverso una linea telefonica, si lavora "on- line". Questo significa che si paga il collegamento telefonico. Se si vuole navigare nella Rete, cioè andare da una pagina o un sito ad un altro, è necessario essere "on-line". Se si lavora a scuola o alluniversità, può esserci un collegamento permanente spesso per mezzo di una linea ISDN vale a dire, si lavora costantemente on-line. A volte questo termine è usato con il significato di "avere accesso a Internet o a un e-mail", come nella domanda "Are you on-line at home?"
Off-line: Se si salvano pagine sul computer, ci si disconnette dalla linea telefonica e si lavora poi sul materiale, si lavora "off-line".
2. Uso off-line delle risorse di Rete
Contenuti della Sezione 2
2.2 Creazione di pagine Web da usare off-line
2.3 Vantaggi delluso di siti off-line
2.4 Svantaggi delluso di siti off-line
2.4.1 Alcuni cenni
2.1 Salvataggio di pagine
Salvataggio del testo di una pagina Web: si possono salvare pagine Web da usare "off-line" utilizzando i comandi File / Salva con nome nel browser. Versioni datate di browsers salvano solo il testo sulla pagina e non le immagini, che si possono salvare separatamente.
· Salvataggio di testo e immagini: browsers più recenti come Internet Explorer 5.0 o versioni più recenti, salveranno la pagina intera, insieme alle immagini. Per farlo, bisogna aggiungere la pagina a "Preferiti" e cliccare sullopzione "Disponibile in modalità non in linea"
Salvataggio in Intranet: si può salvare una pagina (o varie pagine collegate) nel
sistema Intranet della propria scuola o istituto universitario. In questo modo saranno
sempre a disposizione e non scompariranno. Il loro contenuto non sarà aggiornato
come accade sul sito da cui sono state tratte, ma questo rende più sicura la
progettazione del contenuto delle lezioni.
Web Whacker: esiste un software chiamato Web Whacker che può salvare un intero
sito, insieme ai links e alle immagini. Può essere molto utile in particolare per il
trasferimento di materiale allIntranet della scuola.
Per saperne di più, consultare il sito http://www.bluesquirrel.com
2.2 Creazione di pagine Web per uso "off-line"
Si possono creare pagine Web da usare off-line. Si tratta semplicemente di documenti creati in formato HTML, il che significa che vi si ha accesso attraverso il proprio browser. Il vantaggio di questa presentazione del lavoro sta nel fatto che le pagine possono essere collegate e si può usare un ipertesto per guidare gli alunni nel corso del lavoro. Tali pagine possono anche essere attraenti dal punto di vista visivo. Una volta create, le pagine possono essere gestite dal server della scuola, piuttosto che messe in rete, così le informazioni restano allinterno della scuola e non sono accessibili ovunque. Vedi il Modulo 3.3 per la creazione di un sito WWW.
2.3 Vantaggi delluso di siti off-line
Innanzi tutto, si risparmia sulla bolletta telefonica. Le cose cambieranno quasi di certo entro la fine del 2000 quando nel Regno Unito "Internet completamente gratis" diventerà una realtà. Internet è già completamente gratuita negli Stati Uniti e altre nazioni stanno investendo per poter realizzare questo obiettivo.
Fa concentrare gli studenti su materiali specifici; offre agli insegnanti il controllo "totale" dei materiali, in quanto gli studenti si devono concentrare su quelli davanti a loro e non possono navigare in altri siti.
Permette agli insegnanti di adattare i materiali: quelli che usano un linguaggio troppo complesso o che gli insegnanti volessero adattare o selezionare potranno essere modificati "off-line" per adattarli ai bisogni degli studenti.
Vedi anche Davies (1998)
2.4 Svantaggi dellutilizzo di siti off-line
Il salvataggio di pagine/siti Web può essere complesso, specialmente su siti che usino frames.
2.4.1 Alcuni cenni
Se risulta difficile salvare, si può sempre tentare di copiare il testo dalla pagina Web e incollarlo in un documento creato con un word processor.
Foto ed altre immagini grafiche si possono salvare da qualunque pagina o sito Web puntando il mouse sulla foto o limmagine, cliccando sul pulsante di destra a poi cliccando Salva con nome. Immagini su Web sono di solito in formato GIF o JPG (vedi Glossario)
3. Uso on-line di risorse Web
Contenuti della Sezione 3
3.1 Siti interattivi
3.2 Ricerche su Web
3.3 Siti che contengono un database consultabile
3.4 Software per la traduzione
3.5 Audio e video
3.6 Vantaggi delluso di siti on-line
3.7 Svantaggi delluso di siti on-line
3.1 Siti interattivi
Un feedback immediato può risultare assai motivante per gli studenti. Spesso questo si dà indicando qualcosa come "giusto" o "sbagliato". Una buona esercitazione prevederebbe anche un qualche riscontro per lo studente. Questo tipo di esercizi è comune sui CD-ROM ma ora anche Internet fornisce questo tipo di interattività. In genere, ciò comporta lavorare on-line. Provare i seguenti siti:
http://www.quia.com questo sito consente agli insegnanti di creare i propri quiz e test "on-line", senza bisogno di conoscere nulla di HTML. Sembra che vi abbondino materiali sulle Lingue Moderne.
http://www.bbc.co.uk/education/languages Il sito delle lingue della BBC usa una varietà di media per inviare interessanti esercizi di lingua. Alcune attività richiedono un plug-in, un software di cui ha bisogno il browser per gestire certi elementi sulla pagina Web. Le pagine BBC richiedono spesso luso di plug-in Flash, Shockwave o RealPlayer . Non demoralizzatevi se un sito richiede questi extra. Di solito sono di facile e rapida installazione, normalmente gratuiti e offrono ricchi materiali. Nelle scuole, vale la pena chiedere al proprio coordinatore ICT di accertarsi che siano disponibili. I siti che richiedono un plug-in di solito offrono un link ad un sito da cui scaricare il plug-in necessario.
Trovare il sito che interessa: ci sono ormai molti siti interattivi in molte lingue. Si provi a visitare Google che è un motore di ricerca e a digitare "Interactive (+ target language)" oppure "Online (+ target language)" e dare unocchiata ai risultati che emergono:
3.2 Ricerche su Web
Ogni ricerca su Web va condotta "on-line". Infatti ogni ricerca ha bisogno di informazioni immagazzinate in altri computer affinché i "risultati" vengano inviati al proprio computer.
Gli studenti possono usare dispositivi "Cerca" per sviluppare varie abilità sia generali che linguistiche. Una ricerca troppo vaga ha in genere molti risultati. Gli studenti devono imparare come definire al meglio il campo delle loro ricerche.
Gli studenti devono imparare a selezionare i risultati della prima ricerca che con maggiore probabilità offrono le informazioni che stanno cercando, attraverso le abilità di skimming e scanning. Una volta trovati alcuni links disponibili, dovranno leggere più in dettaglio per trovare informazioni specifiche.
Gli studenti devono essere incoraggiati a usare vari motori di ricerca.
Gli studenti dovranno essere addestrati a scegliere le parole e le frasi giuste per la ricerca, per esempio, se si digita Paris si possono trovare molti siti sulla capitale francese ma se si stanno cercando informazioni su Paris, Texas?
Vedere anche il Modulo 1.5, Sezione 4.1
3.2.1 Compiti di apprendimento
Incoraggiare gli studenti a trovare le proprie risorse può essere un esercizio molto utile. Si può suddividere un argomento in sezioni e lasciare che singoli o piccoli gruppi di studenti presentino diversi punti di vista:
p.es. I media: Televisione, Radio, Stampa, Internet, Censura. Ogni studente / piccolo gruppo presenta largomento al resto del gruppo, fornendo opportunità per la discussione e il dibattito. Si possono anche incoraggiare gli studenti a predisporre materiali scritti per i compagni.
Si può consultare il seguente link che fornisce una guida dettagliata per una ricerca efficace questi suggerimenti valgono per qualunque lingua si usi per la ricerca:
http://www0.delphi.com/navnet/searchtips.html
3.3 Siti che contengono un database consultabile
Alcuni siti offrono la possibilità di ricercare informazioni specifiche. Questo permette agli studenti di lavorare con criteri di ricerca per ottenere le informazioni. Ciò può costituire la base per unattività comunicativa e per unattività completamente interattiva. Ecco un esempio:
| Devi andare da Berlino a Monaco martedì prossimo per arrivare ad un incontro alle 13.00. Che treno ti permette di arrivare in orario? http://www.bahn.de |
| Un amico ti ha chiesto di raccomandargli un luogo dove soggiornare in Francia. Trova un alloggio adatto a lui e raccomandagli i luoghi di maggiore interesse nella zona http://www.gites-de-france.fr |
| Decidi dove vivi nel Regno Unito. Nel pomeriggio andrai al cinema con tre amici uno ama i film romantici, uno quelli dazione, una porta con sé il figlio di 8 anni e tu devi decidere cosa ti piacerebbe vedere. Che cinema scegliere? Che film andrete a vedere? A che ora cominciano e finiscono le proiezioni? http://cinema.scoot.co.uk |
3.4 Software per la traduzione
Ci sono vari siti web su Internet che forniscono traduzioni "istantanee". Gli studenti possono digitare un testo, scegliere la lingua in cui tradurre e poi cliccare "traduci". Come ci si può immaginare, i risultati non sono sempre molto accurati. Perché non provare ora:
Babelfish Machine Translator (il successore di Systran):
http://babelfish.altavista.digital.com
Una simile attività può essere utile per gli studenti facendoli confrontare la traduzione e loriginale per trovare errori e produrre una versione migliore. Questa attività può essere svolta utilmente in classe o lavorando con un partner.
3.5 Audio e video
La qualità dellaudio diffuso in Internet è migliorata considerevolmente. Laudio perviene in due formati come file singolo, che si può scaricare, o come file che può essere aperto direttamente dalla fonte.
Per esempio, individuate questa sezione nel sito Web ICT4LT e cliccate sulle parole "Guten Tag! Haben Sie ein Zimmer frei?" Questo è un file di suono registrato in formato WAV ed è preso dal CD-ROM German Encounters del consorzio TELL. Probabilmente ci vorrà qualche secondo per scaricare questo file, e comparirà sullo schermo in una versione del media player Windows come icona: vedi Modulo 2.2, Sezione 2.3.
Scaricare grossi file audio e video può essere noioso. Serve molta pazienza nellattesa quando si scarica un file video da 5Mb, e la miglior cosa da fare è prepararsi un caffè o portar fuori il cane. Può capitare che il processo di scaricamento abbia richiesto più tempo del previsto o si sia interrotto prima del suo completamento. Strumenti utili per scaricare grossi file sono RealDownload o Netzip Download Demon, che consentono entrambi di programmare
scaricamenti e riprenderli da quando uno scaricamento si è interrotto. Si può anche scegliere di fare una pausa e di riprendere lo scaricamento quando si vuole:
Sviluppi recenti permettono lascolto di un audio continuo come la radio che fluisce (streams) al computer in un flusso continuo il cosiddetto streaming audio. La qualità di questo audio non è buona come quella di un singolo file audio, ma si tratta di materiale di ascolto perfettamente accettabile. Molte stazioni radio mondiali trasmettono on-line: http://ds.dial.pipex.com/town/place/abn39/ra.htm
NetRadio è unaltra fonte utile di trasmissioni dal vivo: http://www.netradio.com
Laudio a contenuto prefissato può essere molto utile come materiale per linsegnamento. Si veda il sito BBC World Service, dove vengono trasmessi notiziari che possono essere ascoltati come streaming audio o visti come streaming video.
http://www.bbc.co.uk/worldservice
Nel cliccare unicona che indica la disponibilità di materiali in streaming audio o video, il proprio browser si collegherà con un plug-in come RealPlayer. Se il plug-in non è già installato sul computer si può scaricare gratuitamente.
I materiali in streaming audio e video possono essere utili per lauto-apprendimento e anche per il rilassamento!
3.6 Vantaggi delluso di siti on-line
Maggiore possibilità di interattività. Ciò può avvenire semplicemente quando gli studenti cliccano un iperlink per andare a una nuova pagina. Può anche trattarsi di qualcosa di più complesso come nel caso di siti che conducono quiz on-line o chiedono feed-back sul contenuto.
Gli studenti sono assai più liberi di sviluppare abilità di ricerca di informazioni e di far pratica di lettura di siti in modalità skimming e scanning. Gli insegnanti possono incoraggiare gli studenti a leggere per cogliere il senso globale o a leggere più nel dettaglio secondo i compiti assegnati.
Gli studenti sono liberi di darsi scadenze personali e lavorare secondo i propri ritmi. Questo può contribuire allo sviluppo di abilità di studio autonomo, e può inoltre permettere agli studenti di approfondire aree di particolare interesse.
3.7 Svantaggi dellutilizzo di siti on-line
I costi possono essere elevati. Se non si lavora in un laboratorio linguistico che abbia un collegamento permanente, le bollette possono essere astronomiche.
Gli studenti possono distrarsi dal compito per navigare in altri siti in particolare nel caso degli studenti più giovani o meno motivati.
Le pagine individuate per luso da parte degli studenti possono non essere disponibili OPPURE ci possono essere interruzioni / ritardi nel collegamento.
Virus: soprattutto, assicurarsi una protezione adeguata contro linvasione di virus nel corso della navigazione on-line: vedere Appendice: Virus.
4. Sistemi ibridi
I sistemi ibridi spesso comprendono siti su Intranet (predisposti dallinsegnante) ma collegati a un insieme di risorse su Internet.
Esempio: Il Goethe-Institut a Londra ha creato un corso che consiste in una "Visita virtuale a Berlino". Il corso si basa su 20 pagine Web collegate, ognuna delle quali presenta una sfida al visitatore virtuale. Per esempio, il compito 1 richiede di trovare come sia il tempo a Berlino oggi. E predisposto un collegamento a un sito Internet dal vivo che fornisce le previsioni del tempo e che mostra una webcam situata a Berlino, che inquadra la città dallalto. Compiti successivi includono visite a luoghi famosi, ordinare il cibo, fare il check-in in albergo, cambiare valuta e muoversi nella città. Lintero sito parte da disco, ma è collegato ai materiali più recenti su Internet, e permette agli insegnanti di avere un qualche controllo dei materiali in visione. Allo stesso tempo gli studenti hanno accesso alle informazioni più aggiornate su quel particolare argomento.
I sistemi ibridi possono anche comprendere raccolte di materiali disponibili su CD-ROM, p.es. Felix (1998), che si connette a uno specifico sito web o a vari altri siti web.
5. Verso un discorso alla pari nellinterazione in Rete
Questa sezione considera le implicazioni del rapporto insegnante-allievo e della loro interazione in un contesto di apprendimento in Rete on-line. Vengono presentati gli argomenti a favore di modelli nuovi e più flessibili di insegnamento che sono applicabili in particolare ai contesti di insegnamento/apprendimento in Rete on-line e propone un rapporto più alla pari tra insegnante e studente. La sezione 5 è stata scritta da:
Maarit Saarenkunnas, Dipartimento di Formazione allInsegnamento/Scienze della Formazione, (Department of Teacher Education), Università di Oulu, Finlandia (Sezione 5).
Leena Kuure, Dipartimento di Formazione allInsegnamento/Scienze della Formazione (Department of Teacher Education), Università di Oulu, Finlandia (Sezione 5).
Peppi Taalas, Centro per gli Studi di Linguistica Applicata, Università di Jyväskylä, Finlandia (Sezione 5).
Contenuti della Sezione 5
5.1 Linterazione è un prerequisito per lapprendimento
5.2 Il linguaggio dellinsegnante
5.3 Nuovi modelli flessibili di insegnamento
5.4 Approccio strategico allinsegnamento in contesti in Rete
5.5 Verso un discorso alla pari
5.6 Esempi
5.7 Compito
5.1 Linterazione è un prerequisito per lapprendimento
Linterazione può essere una delle parole chiave tra insegnanti, ricercatori dellapprendimento e studiosi di tecnologie educative oggigiorno, ma non inutilmente. Le teorie socio-costruttiviste del pensiero e dellapprendimento sostengono che la conoscenza è per lo più uninterpretazione di esperienze personali e sociali in natura. In altri termini, la conoscenza è costruita attraverso linterazione (cfr. Resnick, Levine e Teasley 1991; Salomon 1993). Lave e Wenger (1991), tra gli altri, hanno avanzato lipotesi di un apprendistato cognitivo (v. anche Collins, Brown e Newman 1989). Secondo questa teoria, lapprendimento è un processo di partecipazione a comunità di pratica/azione, dapprima in un ruolo legittimamente periferico , per poi giungere a posizioni via via più centrali. Lapprendimento avviene nellinterazione attraverso lapprendistato cognitivo in contesti reali, tramite compiti di apprendimento autentico.
Questa cornice teorica dellapprendimento pone linterazione insegnamento/apprendimento, cioè il processo di costruzione del significato e di costruzione della conoscenza, come punto focale per lo sviluppo di nuove soluzioni educative e per la ridefinizione del ruolo di insegnanti e studenti. Occorrono modi per sostenere linterazione affinché essa accresca lapprendimento del gruppo. Tuttavia, linterazione insegnamento/apprendimento (sia dal punto di vista del tutorato da parte di un esperto, il tutorato del processo o la agevolazione tecnica) non è mai una trasmissione diretta di conoscenza. E invece un complesso processo di negoziazione del significato, nel quale tanto lascolto quanto la partecipazione attiva giocano un ruolo centrale.
Questa sezione considera linterazione ed il ruolo dellinsegnante in contesti di apprendimento in Rete. Verranno considerati criticamente i modelli incentrati unicamente sulle mosse interattive dellinsegnante, cioè gli approcci strategici. Nella conclusione proponiamo una nuova metafora per linsegnamento in ambienti in Rete. Questo approccio, "linsegnante come etnografo", comporta lo sviluppo di pratiche di lavoro che promuovono le abilità di ascolto attivo ed una prospettiva di ricerca tra i partecipanti alle attività intorno al processo di studio.
Dato che allinterazione insegnamento/apprendimento in Rete mancano molti degli strumenti immediati per la costruzione del significato disponibili nella comunicazione faccia-a-faccia, questo pone nuove sfide allinsegnante impegnato in progetti di studio su Web.
5.2. Il linguaggio dellinsegnante
Il modello tradizionale di interazione in classe pone lo studente nella posizione di oggetto di valutazione: linsegnante avvia la sequenza, uno studente risponde, e linsegnante chiude la sequenza accettando o rifiutando lintervento dello studente (Sinclair e Coulthard 1975). Linsegnante esamina la prestazione dello studente quasi in ogni intervento, ma laccettabilità delle sue azioni nel contesto dei compiti di apprendimento non è soggetta a valutazione. Tale modello è problematico per molte ragioni. Se la maggior parte delle interazioni sono iniziate dallinsegnante, non sembra esserci molto spazio per la negoziazione del significato e per la costruzione collaborativa di conoscenza. Nelle conversazioni comuni tutti gli interlocutori iniziano e chiudono le conversazioni e in questo modo si costruiscono una comprensione condivisa, una conoscenza condivisa e scopi condivisi. Ciò che manca nel discorso tradizionale in classe è lascolto attivo, e, in un certo senso, unautentica partecipazione alle interazioni di apprendimento. Tale modello non dà allinsegnante molta possibilità di analizzare e utilizzare le abilità e le risorse che gli studenti già possiedono a meno che gli studenti non abbiano lopportunità di avviare gli argomenti oggetto di interazione. Si consiglia di utilizzare i modelli di conversazione comune anche come modelli per le interazioni di apprendimento e insegnamento. Pare che lo stile del discorso dellinsegnante influenzi il tipo di discorso che si crea nelle situazioni di apprendimento. Ahern et al. (1992:307) evidenziano, per esempio, che lapproccio conversazionale dellinsegnante nelle discussioni mediate dal computer aumenta linterazione tra pari e la qualità delle risposte. Questo sembra valere anche se il contesto istituzionale di studio impone al docente di rispondere a certi requisiti (p.es. responsabilità del processo, incoraggiare tutti gli studenti nello studio, contribuire allatmosfera comunicativa cosicché la soglia di partecipazione sia sufficientemente bassa). In altri termini, lintero contesto dellambiente di apprendimento/comunicativo dovrebbe essere considerato dal punto di vista del tipo di interazione che permette e incoraggia.
Le osservazioni di Silverman (1997) nella sua analisi dei discorsi di consulenza (counselling) sembrano rilevanti. Egli suggerisce come concentrarsi su particolari strategie interattive possa portare il consulente ad ignorare le risorse comunicative del suo interlocutore. Secondo noi tale situazione è trasferibile anche al contesto di apprendimento. Tuttavia, questo non significa abbandonare un insegnamento focalizzato, ma propone che le attività, la cornice, gli obiettivi, ecc. di quanto viene fatto debbano essere consapevolmente rinegoziati tra coloro che sono coinvolti nellambito educativo.
5.3 Nuovi modelli flessibili per linsegnamento
Gli attuali progressi teorici riguardo lapprendimento, uniti allemergere di nuovi contesti di apprendimento, suggeriscono la necessità di modifiche nellinsegnamento: occorrono nuovi modelli flessibili per la pratica dellinsegnamento. Il ruolo dellinsegnante, così come quello dello studente, non sono più stabili, ma le esigenze cambiano quotidianamente nello spirito dellapprendimento permanente (life long learning). Seguendo lidea della partecipazione periferica legittima (Lave e Wenger 1991), non possiamo più parlare realmente di studenti ed insegnanti, ma invece di diverse identità che producono un continuum: a una estremità abbiamo i "nuovi arrivati", al centro quelli più esperti e allaltra estremità i "veterani". Un insegnante può essere esperto della propria area specifica, ma anche gli studenti hanno diversi tipi di expertise. Questo principio diventa ovvio nei progetti di apprendimento basato su computer, nei quali gli studenti hanno spesso più confidenza con il mezzo dellinsegnante. Sono stati proposti vari approcci per sviluppare il ruolo dellinsegnante affinché possa rispondere a queste necessità. Un professionista riflessivo (Schön 1983, 1987) è un insegnante che esamina criticamente la propria pratica di insegnamento e la sviluppa ulteriormente. Gli insegnanti possono anche essere considerati come co-discenti. Questa metafora suggerisce come invece di trasmettere contenuti agli studenti dal punto di vista di un esperto, un insegnante dovrebbe cimentarsi in progetti di ricerca collaborativa con gli studenti. Questo approccio comporterebbe che linsegnante assistesse gli studenti nel processo, ma anche che imparasse dal processo stesso come un partecipante alla pari degli altri. Poiché lautenticità e loriginalità del processo di apprendimento sono essenziali per il successo dei progetti di apprendimento, cioè perché lesito sia un buon apprendimento, si dovrebbero impegnare gli studenti nella pianificazione dei compiti, dei processi e dei contesti di apprendimento. In un certo senso, una nuova, efficace metafora per indicare linsegnante potrebbe essere quella di co-designer: un esperto di apprendimento e di contenuti che progetta compiti e processi di apprendimento insieme agli studenti. Quando gli studenti sono coinvolti nella pianificazione del processo e dei contenuti dei progetti di apprendimento motivazione e coinvolgimento aumentano.
I nuovi contesti educativi, o le applicazioni educative della tecnologia dellinformazione e delle comunicazioni (ICT), risultano assai onerosi per insegnanti e studenti, specialmente nellapprendimento a distanza. Gli studenti devono essere agenti autonomi, indipendenti e autodiretti del proprio apprendimento. Gli insegnanti devono essere in grado di sostenere lapprendimento, senza il supporto delle interazioni faccia-a-faccia, nella maggior parte dei casi attraverso comunicazioni scritte. In realtà i progetti di apprendimento in Rete raramente contano unicamente su addestramento su Web. Tali progetti sono di solito anche supportati da incontri per piccoli gruppi, conferenze/lezioni e altre forme più tradizionali di insegnamento a contatto. Il bisogno di educazione a distanza vera e propria emerge quasi solo in aree territoriali remote, o nelleducazione di gruppi di esperti isolati e distribuiti.
Allo stesso tempo, le applicazioni pedagogiche dellICT consentono insegnamento collaborativo o di team, che è uno dei maggiori vantaggi dei contesti educativi in rete. Nei corsi basati su Internet, per esempio, è possibile mettere insieme diversi tipi di esperti e novizi per condividere filoni di studio (cf. Saarenkunnas et al. 2000). Le teorie sulla distribuzione di cognizioni (Salomon 1993, Hutchins 1991) e sulle cognizioni socialmente condivise (Resnick et al. 1991) enfatizzano il fatto che il potere di un gruppo di costruire nuove conoscenze e di risolvere problemi è maggiore della somma degli individui che lo compongono. Gli studenti hanno diritto di avvalersi di questa opportunità di condividere expertise, ora facilmente disponibile per mezzo di contesti in rete, in progetti in cui collaborano vari insegnanti e i loro studenti.
In un certo senso, le richieste di una ridefinizione del nostro ruolo in contesti basati su Web non sono diverse dalla richieste che incontriamo nellinsegnamento in unaula tradizionale. Comunque, nuovi contesti basti su Web e ICT ci offrono la possibilità di ridefinire listruzione obbligandoci a ridefinire la pratica educativa. Il coinvolgimento e limpegno in un processo costruito in collaborazione sono un tema cruciale al proposito. Linsegnante non ha alcun modo di sapere se uno studente stia frequentando il corso, e tanto meno se stia imparando, a meno che gli studenti non interagiscano e si esprimano. Uno studente silenzioso in unaula può fornire allinsegnante feedback con mezzi extra-linguistici, non così uno studente silenzioso in un contesto in Rete.
5.4 Approccio strategico allinsegnamento in contesti in Rete
Con levoluzione delle applicazioni pedagogiche dellICT, si sono sviluppati e discussi diversi tipi di approcci tutoriali. Sebbene molti di questi approcci siano altamente strutturati, essi offrono un modello abbastanza semplice con cui cominciare. Tramite queste classificazioni di mosse tutoriali, gli insegnanti/tutors possono accrescere la propria consapevolezza dei repertori di interazioni che usano, ed espanderli. Le dodici forme di assistenza allapprendimento che seguono, secondo Bonk e King (1998), illustrano un approccio strategico al tutorato.
- Riconoscimento sociale (p.es. Sono daccordo con tutto ciò che dici)
- Fare domande (p.es. Puoi giustificare questo?)
- Istruzioni dirette (p.es. "x" non scrive nulla su questo?)
- Fornire modelli, esempi (p.es. Penso di aver risolto questo tipo di problema una volta quando )
- Feedback, elogio (p.es. Sono colpito)
- Strutturare compiti cognitivi (p.es. Bene, ora sintetizza il tuo caso)
- Elaborazioni cognitive, spiegazioni (p.es. A questo punto fornisci ulteriori informazioni per spiegare le tue ragioni)
- Spingere ad esplorare (p.es. Potresti scrivere al Dott. X per )
- Promuovere la riflessione e la consapevolezza (p.es. Descrivi ora come la tua filosofia dellinsegnamento varierà )
- Incoraggiare interventi/sollecitare il dialogo (p.es. Cè qualcuno che ha unobiezione o unalternativa ?)
- Dare consigli/sostenere/suggerire (p.es. Per prima cosa io farei )
- E-mail privata o discussione privata (p.es. Non limitarti a criticare sii sincero quando rispondi ai tuoi pari )
Questa lista serve come valido punto di partenza, attraverso il quale esplorare diversi aspetti del ruolo del mentor e dellinterazione educativa. Essa mostra, per esempio, che le istruzioni dirette e le domande diversamente dal modello tradizionale in classe non sono le uniche mosse possibili. Comunque, lo sviluppo di pratiche di tutorato efficaci non si può basare unicamente su un approccio strategico.
Innanzi tutto, poiché linterazione è un processo in cui i significati sono negoziati, non possiamo essere sicuri che il feedback da noi fornito sarà interpretato secondo le nostre intenzioni. Per esempio, una mossa che punti al riconoscimento sociale potrebbe anche essere considerata una critica. Kuure, Saarenkunnas e Taalas (1999) mostrano come dalla prospettiva dellinsegnante sia impossibile scoprire che tipo di processi mentali le azioni di tutorato individuale evochino in uno studente. La loro analisi del tutorato in contesto COW (Conferencing on the Web) dimostra che, per esempio le domande del tutor ricevevano risposta solo di rado dagli studenti nelle loro postazioni. Questo non significa necessariamente che le domande poste dai mentors non promuovano lapprendimento e non sollecitino lo sviluppo di nuove idee. Tuttavia, dato che gli studenti sembrano rispondere di rado, non si ha modo di sapere come interpretino il feedback dellinsegnante.
Le mosse educative intenzionali non sono le uniche tracce secondo le quali i partecipanti al contesto su base Web interpretano i ruoli dellinsegnante e degli studenti. Si ha anche una complessità di rapporti sociali e interazionali negoziati nelle situazioni pedagogiche di cui gli insegnanti e gli studenti sono raramente consapevoli. Anche tali rapporti danno forma alle pratiche educative (cf. Sarangi 1998:90 e 106). Da una parte, ci sono status istituzionalizzati di insegnanti e studenti con i loro modelli di comportamento attesi e prevedibili, dallaltra vari ruoli e compiti, negoziati dai parlanti e dagli ascoltatori nella conversazione naturale. Questo significa che studenti diversi possono avere percezioni assai diverse di quale sia il comportamento di apprendimento corretto: e di che tipo di ruoli interazionali siano accettabili.
5.5 Verso un discorso alla pari
Il concetto di co-ricercatore è già in uso in ambiente universitario per descrivere il rapporto ideale docente-discente. Questo comporta un desiderio di uguaglianza: gli insegnanti sono pronti a passare (almeno parte de) il loro potere agli studenti. Ciò è visto come pre-requisito e opportunità per gli studenti (e gli insegnanti) di rendere i propri compiti di apprendimento "autentici", simili al mondo reale e significativi.
Nel corso di questi sviluppi, è nato un certo discontento anche tra gli insegnanti riguardo al fatto che gli studenti siano realmente pronti ad assumere potere o responsabilità nei confronti del proprio apprendimento. Contratti di apprendimento vengono fatti nel tentativo di elevare il livello di impegno sia da parte dei docenti che degli studenti nei processi di studio (cioè per garantire la "qualità" dellapprendimento), il che indica che tutti i partecipanti alla comunità educativa sono responsabili del suo successo. In rapporto allapproccio strategico, che enfatizza il ruolo dellinsegnante come facilitatore del processo di apprendimento, lapproccio del co-ricercatore già menzionato mette a fuoco lintera comunità di apprendimento.
Prendendo a prestito dalla terminologia della ricerca qualitativa, vorremmo definire ulteriormente la prospettiva del co-ricercatore come un processo etnografico poiché questultimo forse esprime più compiutamente gli ideali connessi alle nuove teorie dellapprendimento. Gli etnografi si basano sullo studio qualitativo, che include una varietà di dati, metodi, ricercatori e professionisti nel tentativo di raggiungere una comprensione più approfondita del fenomeno in esame. Una singola fonte di informazione o il feedback di uno studente mostrano solo una delle prospettive sul problema della qualità dellapprendimento/insegnamento. Letnografia richiede tempo e comunicazione tra i partecipanti ed esamina il suo target di studio nel suo contesto più ampio, mettendo alla prova ciò che sembra ovvio e quotidiano. Tale prospettiva etnografica riduce al minimo il pericolo di trarre conclusioni quali asserzioni infondate su relazioni causali tra le azioni dellinsegnante e le reazioni dello studente. Vorremmo sottolineare come il saper ascoltare sia unabilità comunicativa almeno altrettanto importante per linsegnante quanto il saper parlare.
La natura dello studio etnografico sta spesso nel "fare ricerche con le persone", non "su"di loro.
Creare unatmosfera etnografica in una comunità di apprendimento è una sfida per linsegnante poiché il modello tradizionale di interazione in classe e di interazione attorno alle "istituzioni" educative pone i partecipanti in una situazione di potere impari, anche senza volerlo. Non si può negare che lo status istituzionale degli insegnanti assegni loro un maggior potere, e non cè bisogno di toglierlo del tutto. Invece, è necessario per noi ammettere che esistono dei condizionamenti (p.es. il diritto dellinsegnante di promuovere o bocciare gli studenti di un corso) che sottostanno alle situazioni educative e verificare come siano interpretati dagli insegnanti e dagli studenti.
5.6 Esempi
I seguenti tre brani da un corso internazionale su base Web nel campo della formazione degli insegnanti (Primavera, 1999) illustrano il tipo di attività dellinsegnante, che punta alla parità e alla co-partnership nellapprendimento tra insegnanti e studenti.
Esempio 1
Studente: La scuola sta cambiando tumultuosamente perché
Insegnante: Questa sembra una questione cruciale in Finlandia al momento la nostra legislazione scolastica è stata appena cambiata e ( ) Perciò qui il momento è stimolante queste nuove leggi si tradurranno in un miglioramento della qualità del lavoro o saranno solo usate per risparmiare?
Commento: Il commento da parte dellinsegnante riconosce limportanza dellosservazione dello studente. Tale "valutazione" del contributo dello studente come rilevante o meno è un aspetto tipico del discorso tradizionale in classe. Comunque, in questo caso, linsegnante prosegue introducendo diverse alternative di sviluppo dellargomento, e, alla fine, lascia la questione aperta.
Esempio 2
Insegnante: Pensavo che in realtà non dovrebbe essere tanto una questione di come programmi le tue attività e lezioni al computer, quanto di come tu consideri lintero processo di apprendimento e di quali siano le tue idee sugli scopi dellinsegnamento/apprendimento. A volte è illuminante fermarsi a chiedersi: "Quali SONO i tuoi obiettivi ora, realmente?" E di secondaria importanza verificare come realizzare tali obiettivi. Nella mia esperienza chiedersi cosa si sta facendo aiuta a CAPIRE questi obiettivi (che sono spesso diversi da quelli che appaiono inizialmente) e poi è più facile scegliere il modo o i modi per raggiungerli e renderli chiari anche agli allievi.
Commento: In questo caso linsegnante attenua il suo commento Ciò significa che invece di esprimere direttamente unopinione o un punto di vista, il che, da parte di una persona con un ruolo gerarchico istituzionale superiore (p.es. insegnante nei confronti dello studente) può impedire un libero scambio di idee, linsegnante rende la questione "più vaga" o attenuata (p.es. "Pensavo che in realtà "). Lesempio illustra anche il ruolo dellinsegnante come "etnografo" nel mostrare limportanza dei quesiti che portano al di sotto della superficie dei fenomeni. Questa considerazione serve anche come esempio del lavoro dellinsegnante come professionista riflessivo.
Esempio 3
Insegnante: Ero tutor di due studenti nella primavera scorsa. ( ) Ero stupito di fronte alla tecnica che usavano nel porre domande ( ). E stato davvero interessante vedere come gli studenti coinvolgevano gli allievi nella discussione e conducevano lintervento facendo domande quando necessario e incoraggiando gli studenti a parlare. Queste situazioni mi sorprendono sempre da allora e mi hanno fatto pensare che dovrei cercare anchio di sviluppare più consapevolmente tale tecnica. ( )
Commento: Qui linsegnante si pone come co-discente mostrando come lespertise dellinsegnante non significhi che linsegnante dovrebbe avere tutte le risposte, ma sia invece dinamica per sua stessa natura. Viene infatti presentata una situazione in classe in cui linsegnante si era sentita una novellina in rapporto agli insegnanti studenti. Il commento suggerisce anche che i problemi sul campo sono spesso complessi e richiedono un lungo tempo di considerazione. Essere un insegnante comporta un costante apprendimento dagli altri.
5.7 Compito di apprendimento
Questo compito di apprendimento è un "progetto di ricerca" a lungo termine:
- Scrivi la tua idea di apprendimento. Considera ciò che significa in pratica in termini delle scelte pedagogiche che compi.
- Traccia un diagramma dei rapporti tra i partecipanti (compreso te stesso) in una particolare comunità educativa in cui tu sei linsegnante.
- Indica sul diagramma le persone che hanno una "voce" in quella comunità (espressa linguisticamente o meno). Fai una lista di elementi che rinforzano la voce e di elementi che la indeboliscono (p.es. aspetti legati alla comunicazione, gli argomenti, le relazioni nel gruppo, lautostima, ecc.)
- Cosa si potrebbe fare per dare a tutti i partecipanti una voce nella comunità? A proposito, vogliono avere tutti un ruolo attivo nellapprendimento? E necessario? Ricorda che questa è solo la tua interpretazione dello stato delle cose!
- Per confermare la tua interpretazione, rendi gli allievi / studenti co-ricercatori. Se possibile, usa registrazioni video in una situazione faccia-a-faccia or i documenti scritti in una discussione in Rete per esaminare ciò che sta davvero accadendo in un progetto di studio riguardo ai temi elencati.
5.8 Argomenti di discussione
Cosa intendi per discorso alla pari in aula?
Che cosa rende una comunità di apprendimento in Rete simile o diversa?
Cosa esiste al di fuori dellaula che ha un effetto sulluguaglianza del discorso insegnamento/apprendimento?
E nel contesto in Rete? Quale di questi aspetti è visibile ai partecipanti (studenti e insegnanti), e quale è invisibile? Se possibile, cosa si può cambiare? Se non si può farlo, perché?
Appendice: Virus
Se si naviga in Rete o si usa le-mail bisogna proteggersi contro linvasione di virus. Un virus è un programma dannoso creato da un programmatore capace, di solito con un intento negativo. I virus possono essere molto contagiosi, arrivare al drive del tuo computer senza che tu te ne accorga e causare danni considerevoli al software e ai dati in memoria. Si possono contrarre virus da file in allegato a messaggi e-mail di origine sconosciuta, e questo è in effetti il modo più rapido di diffusione dei virus.
Bisogna assolutamente installare e mantenere software anti-virus (noto anche come virus scanner) nel computer. Programmi anti-virus come McAfee VirusScan o Norton Antivirus di solito forniscono una protezione adeguata se sono aggiornati con frequenza: vedi
http://www.nai.com e http://www.symantec.com
Il sito dellIstituto SANS documenta un tipo particolarmente insidioso di virus che raggiunge il tuo computer attraverso un "buco" in Internet Explorer mentre si naviga in Rete. Consultare il sito web dellIstituto SANS se si utilizza Internet Explorer, dato che si potrebbe aver bisogno di una cura: http://www.sans.org/newlook/alerts/virus.htm. Questo sito informa su dove trovare il software per riempire il "buco". Se non si chiude il "buco" in Internet Explorer, i virus possono bypassare alcuni virus scanner ed entrare di nascosto, per così dire, dalla porta sul retro. Vedere laneddoto ammonitore di Graham Davies in:
http://www.camsoftpartners.co.uk/bugs.htm
Virus comuni del momento includono: KAK, FUNLOVE, QAZ, WAZZU, CAP, MELISSA, e il pericoloso virus W32.CIH.SPACEFILLER, a.k.a. CHERNOBYL, che è attivato il giorno 26 del mese.
Può anche capitare di essere messi in guardia via e-mail riguardo a virus che non esistono noti come hoax viruses (virus finti) che si sostiene possano essere inviati in messaggi introdotti da una esortazione del tipo "Unisciti alla ciurma!" (Join the Crew!) oppure "Vinci una vacanza!" (Win a Holiday!). La CIAC (Computer Incident Advisory Capability,) del Dipartimento americano dellEnergia: http://ciac.llnl.gov/ciac) consiglia quanto segue, nel caso si riceva un avvertimento di virus che si sospetta essere falso:
"Accertarsi che lavvertimento includa il nome della persona che ha inviato lavviso originale. Contattare quella persona per verificare se abbia davvero scritto lavviso e se abbia davvero toccato il virus."
La CIAC ha creato una lista di virus autentici e falsi, ma non sempre è aggiornata. Le liste prodotte dalle compagnie commerciali di protezione anti-virus, p. es. i produttori di McAfee VirusScan o Norton AntiVirus, sono di solito più aggiornate.
Soprattutto, se si usa le-mail, si naviga in Rete, o si usano floppy provenienti da fonti diverse dal proprio computer, accertarsi che il software anti-virus sia aggiornato. Se ha già più di una settimana o due, potrebbe non proteggere più il sistema!
Bibliografia e riferimenti
Ahern T., Peck K. & Laycock M. (1992) "The effects of teacher discourse in computer-mediated discussion", Journal of Educational Computing Research 8, 3: 291309.
Atkinson T. (1998) WWW: the Internet (CILT Infotech Series No. 3), London: CILT. Per ulteriori informationi sulla serie CILT Infotech vedere http://www.cilt.org.uk/pubs/intech.htm
Bonk C.J., & King K.S. (1998) "Introduction to electronic collaborators". In Bonk C.J. & King K.S. (eds.) Electronic collaborators: learner-centred technologies for literacy, apprenticeship, and discourse, Mahwah, NJ: Erlbaum.
Collins A., Brown J.S. & Newman S.E. (1989) "Cognitive apprenticeship: teaching the crafts of reading, writing and mathematics". In Resnick L.B. (ed.), Knowing, learning, and instruction: essays in honor of Robert Glaser, Hillsdale, NJ: Lawrence Erlbaum Associates.
Davies G.D. (1998) Exploiting Internet resources off-line
http://www.camsoftpartners.co.uk/gdghent.htm
Felix U. (1998) Virtual language learning: finding the gems among the pebbles, Melbourne, Language Australia Ltd.
Hutchins E. (1991) "The social organization of distributed cognition". In Resnick L.B., Levine J.M. & Teasley S.D. (eds.) Perspectives on socially shared cognition, Washington, DC: American Psychological Association.
Kearsley G. (2000) Learning and teaching in cyberspace:
http://home.sprynet.com/~gkearsley/cyber.htm
Kuure L., Saarenkunnas M. & Taalas P. (1999) "Negotiating a new culture of doing learning". Paper presented at CAL99 conference, London, 2931 March 1999.
Lave J. & Wenger E. (1991) Situated learning: legitimate peripheral participation, Cambridge: CUP.
Resnick L.B., Levine J.M. & Teasley S.D. (1991) (eds.) Perspectives on socially shared cognition. Washington, DC: American Psychological Association.
Saarenkunnas M., Järvelä S., Häkkinen P., Kuure L., Taalas P., & Kunelius E. (2000) NINTER Networked interaction: theory-based cases in teaching and learning. In print: Learning Environment Research.
Salomon G. (1993) Distributed cognitions: psychological and educational considerations, Cambridge: CUP.
Sarangi S. (1998) "I actually turn my back on (some) students: metacommunicative role of talk in classroom discourse, Language Awareness 7, 23: 90108.
Schön D.A. (1983) The reflective practitioner, New York: Basic Books.
Schön D.A. (1987) Educating the reflective practitioner: towards a new design of teaching and learning in the professions, San Francisco: Jossey-Bass Publishers.
Sinclair J. & Coulthard R.M. (1975) Towards an analysis of discourse: the English used by teachers and pupils, London: Oxford University Press.
Silverman D. (1997) Discourses of counselling. HIV counselling as social interaction, London: Sage.
Tandem learning: http://tandem.uni-trier.de/Tandem/learning/tanbib.html
Potete inviare il feedback per posta elettronica al coordinatore del progetto ICT4LT, Hamid Momtahan, Thames Valley University, oppure potete completare il modulo on-line per il feedback cliccando su questo link:
Ultimo aggiornamento 24 maggio 2000. Link check by Graham Davies, 18 April 2005.
© ICT4LT Project 2000. I materiali contenuti in questo sito sono soggetti al copyright. Possono essere scaricati, stampati e usati a fini non commerciali in ambiente di insegnamento o formazione. Se i materiali vengono riprodotti in qualsiasi forma interamente o in parte la fonte e gli autori devono essere citati.
Pagina iniziale di ICT4LT versione italiana